Incontrerai l' uomo dei tuoi sogni (2010)

Un film di W. Allen – Spagna/USA, 2010

Con Anthony Hopkins, Josh Brolin, Naomi Watts, Antonio Banderas, Anna Friel, Freida Pinto, Ewen Bremner, Lucy Punch, Gemma Jones, Anupam Kher, Jim Piddock, Pauline Collins, Roger Ashton-Griffiths, Jonathan Ryland, Eleanor Gecks, Pearce Quigley

Passioni, ambizioni e ansie causano un crescendo di guai e follie nella vita di due coppie sposate: quella formata da Alfie e Helena, e quella della figlia Sally e di suo marito Roy. Dopo essere stata lasciata da Alfie, Helena mette da parte la razionalità e si affida ciecamente ai bislacchi consigli di una cartomante ciarlatana. Dal canto suo Sally, intrappolata in un matrimonio infelice, si prende una cotta per l'affascinate proprietario della galleria d'arte - nonché suo capo - Greg, mentre suo marito Roy, uno scrittore che attende con ansia una risposta dalla sua casa editrice, resta folgorato da Dia, una donna misteriosa che cattura il suo sguardo da una finestra vicina.

Critiche:
(La scheda contiene riferimenti alla trama) Ritorna a Londra Woody Allen, in un set già chiuso e sicuro in cui riciclare uno sguardo più volte tracciato che si ripete con straordinaria costanza. Come in Basta che funzioni non sembra più esserci una diversa luminosità. Piuttosto è presente una variazione cromatica nelle zone d'ombra. In questo spazio/metropoli/palcoscenico You Will Meet a Tall Dark Stranger rimette in scena la sua ennesima variazione sul destino, sulla crisi matrimoniale, sulla paura della morte, elementi che erano emersi con
più forza in una sua parte della sua filmografia più recente (Anything Else, Vicky Cristina Barcelona) ma che qui appaiono invece annebbiati da una messinscena che insegue solo la parola, riprodotta attraverso anche la forza di certi dialoghi ma senza più nessuna necessità di
filmarla. Una voce fuori-campo intermittente del narratore anticipa le diverse storie dei personaggi. Alfie (Anthony Hopkins) vuole rivivere i piaceri della sua giovinezza e decide di abbandonare la moglie Helena
(Gemma Jones) dopo 40 anni di matrimonio per sposarsi con una donna molto più giovane di lui. La donna, dopo aver tentato il suicidio, si mette nelle mani di un indovina. Sally (Naomi Watts), la figlia della coppia è infelicemente sposata con Roy (Josh Brolin), un romanziere che ha scritto un solo libro di successo. Lavora come assistente del celebre gallerista Greg Clemente (Antonio Banderas) del quale si è invaghita. A sua volta Roy è attratto da una vicina di casa. Forse a
questo punto neanche la storia ha più importanza. Non è vero che Woody Allen gira sempre lo stesso film e non è neanche vero che gira un film diverso dall'altro. Forse è qui la sua voluta contraddizione. I personaggi appaiono e scompaiono come nei giochetti di magia di Scoop senza le derive thriller degli altri due film inglesi del regista,
Match Point e Sogni e delitti. Per l'ennesima volta riunisce un altro
ricco cast
ci scusiamo, manca una parte, non si riesce a inserire
amplificare uno sguardo di Naomi Watts verso Banderas, il disagio di Hopkins in palestra mentre tre ragazzi guardano la moglie e la passeggiata di Josh Brolin in strada quando sembra che il mondo gli stia cadendo addosso. Lì ci sono brani di vita che invece permeavano
per intero alcuni suoi capolavori come Io e Annie e Manhattan. Qui forse il momento in cui questo film si poteva accendere è lo sguardo di Roy dalle finestre. Bastava anche prolungare il voyerismo senza spingersi al desiderio dello straordinario Two Lovers di Gray. Ma questa è solo una zona periferica di un cinema che è diventata una personale giostra, che sicuramente può dare ancora qualcosa, ma dove l'ansia di girare prevale ormai sul piacere di raccontare. E' certamente una droga, ma non di quelle che fanno bene. E come Londra è
diventata città adottiva rispetto New York anche questo film sembra essere più adottato che vissuto da Allen. Magari lui stesso ci è anche più affezionato. Ma qualcosa comunque è cambiato.
Simone Emiliani – Sentieri Selvaggi)

Alfie ha abbandonato la moglie Helena perché si è lasciata andare alla vecchiaia, e lui – uno smagliante Anthony Hopkins - non è ancora pronto. Lei è una brillante Gemma Jones. Vite che vacillano, che flirtano tra loro e con il passato e futuro di un autore che in
cinquant’anni di carriera al suo stile, profondo e leggero, non ha rinunciato un istante. Il solito Allen, secondo larga parte della critica, i soliti temi, come se ogni volta (circa una all’anno negli ultimi trenta) dovesse spiazzarti come ha fatto con Match Point. Non ci trovano d’accordo le pesanti stroncature, quello di Woody Allen è un discorso unitario, torna e ritorna a Londra e su certa solitudine, e l’età lo rende più pungente e cinico, specie con i suoi coetanei. Alfie a Helena preferisce la stupidissima escort Charmaine, Helena tenta di porre rimedio alla propria disperazione affidandosi alle “cure” di una sedicente maga. L’amore, la vecchiaia, la morte, anche se hai trent’anni. Perché la felicità non è un diritto, è una magnifica illusione anche per la figlia Sally (Naomi Watts) e il genero Roy (Josh Brolin), anch’essi alla ricerca di quell’uomo (o quella donna) alto e bruno che se si incontra non risolve i problemi però ti fa sognare. Questa è «una favoletta di rumore e furore che non significa nulla», ci dice il sofisticato newyorchese appellandosi a Shakespeare e riallacciandosi all’ispirato finale di Ombre e nebbia. Vent’anni fa ne era convinto, «l’uomo ha bisogno di illusioni come l’aria che respira»,
oggi la reputa un’evidenza. Ognuno cerca di tirare avanti come può, ciondola spaesato in questo mondo, lo ribadisce con tocco inconfondibile. Quella donna sempre vestita di rosso che guardi dalla tua finestra, quel libro che non hai ancora scritto, quel figlio che non hai ancora avuto. Solo chi è in grado di farsi cieco, solo i folli e gli sciocchi possono godersi appieno la vita. Sarà anche sempre lo stesso discorso, Allen parla di ciò che conosce e che non riesce ad afferrare. Con sincerità e un barlume di genio. Trovatene un altro.
(Cristina Borsatti – Film Tv)

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