DIVA! (2017)

Un film di Francesco Patierno – Italia, Documentario. Durata: 75', 2017

Con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D'Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli, Greta Scarano, Michele Riondino

Otto grandi attrici ripercorrono la vita di Valentina Cortese attraverso le sue parole, tratte dall'autobiografia "Quanti sono i domani passati" pubblicata in occasione dei suoi 90 anni. Un viaggio attraverso i ricordi, pensato per lasciare un segno indelebile sul suo stile, sul cinema e sul costume delle varie epoche che ha rappresentato.

critiche
(La scheda contiene riferimenti alla trama)
Nata il 1° gennaio 1923 a Milano, Valentina Cortese è una delle pochissime star nostrane ad essere approdata a Hollywood e ad aver conosciuto splendori e stravaganze dello studio system. Lo ha fatto con successo, alla fine degli anni Quaranta, in fuga da una realtà che le stava troppo stretta, sposando nel '51 l'attore Richard Baseheart, per poi tornare in Italia e, grazie al sodalizio con Giorgio Strehler, diventare anche un'icona del teatro (ambito «dove tutto è possibile»). Diva! di Francesco Patierno (Pater familias, Il mattino ha l'oro in bocca, La gente che sta bene) è un documentario dall'approccio
anticonvenzionale, non celebrativo ma intimo, dall'andamento non cronologico, che tiene miracolosamente insieme cinefilia e re-enacting, ricreazione drammatica. Attinge cioè a piene mani dagli
archivi di celluloide e a questi accosta otto attrici che interpretano alcuni passi tratti da Quanti sono i domani passati, l'autobiografia della Cortese (curata da Enrico Rotelli) edita da Mondadori nel 2012. Mentre Michele Riondino fa rivivere una strepitosa lettera d'amore di
Strehler, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Greta Scarano, Silvia d'Amico e Carlotta Natoli si alternano, in abiti e trucco da sera, nel rimettere in scena i ricordi intimi di una figlia non riconosciuta, abbandonata dalla madre e cresciuta da una coppia di contadini delle campagne lombarde; le memorie di una donna in difficile equilibrio tra l'immagine pubblica di "diva evanescente" e un privato ricco di incontri e amori si mescolano quindi agli aneddoti della frequentatrice del jet set e dei numerosi set e palchi calcati, in un
montaggio avvolgente, denso, impreziosito di immagini d'epoca e accompagnato da una colonna sonora contemporanea che azzera ogni trionfalismo o effetto nostalgico. Sfilano le sequenze di film più e meno noti - tra cui il primo ruolo importante in La cena delle beffe di Alessandro Blasetti, Le amiche di Michelangelo Antonioni, Giulietta degli spiriti di Federico Fellini, Le avventure del Barone di Munchausen di Terry Gilliam e ovviamente Effetto notte, il film con cui François Truffaut ottenne l'Oscar nel 1974, emblematica
intersezione di finzione e realtà.
(Raffaella Giancristofaro – MyMovies.it)

Assieme ad Anna Magnani e Alida Valli, Valentina Cortese è stata una delle attrici di punta della grande stagione del cinema italiano a cavallo fra anni ’50 e ’60. Personalità prismatica, interprete completa, capace di passare attraverso generi e registri lasciando sempre un segno importante, viene raccontata per voce di otto attrici (più un attore) in un alternarsi puntuale di filmati d’epoca e messa in scena teatrale. Dodecafonica, futurista, forte come la terra e leggera come un bacio, di Valentina Cortese si può (e si dovrebbe) raccontare tanto, sempre, ad esempio a partire dalla sua autobiografia
Quanti sono i domani passati, curata assieme a Enrico Rotelli, edita da Mondadori e pubblicata in occasione dei suoi 90 anni. Così ha fatto in Diva! Francesco Patierno (Naples ’44, Il mattino ha l’oro in bocca) consegnando letteralmente il testo nelle mani di otto donne (Barbora
Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia d’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano) per cercare, attraverso la scomposizione della “diva”, di arrivare al cuore nascosto della stessa. Si tratta di un’indagine che il regista porta avanti andando a ritroso e interrogando, senza contraddittorio, le 8 attrici, quasi fosse un moderno Jerry Thompson incaricato di scoprire il segreto di una parola, rosebud, che nessuno ha sentito pronunciare. Nella vita di Valentina Cortese quella parola riconduce a un evento, un passaggio, uguale ma di segno opposto rispetto al
corrispettivo immaginato da Welles per il giovane Charles Foster Kane, ma prima di arrivarvi Patierno percorre tappe necessarie della sua carriera e, di conseguenza, del cinema italiano. Dall’esordio in
L’orizzonte dipinto (Guido Salvini, 1941) alla prima consacrazione con Blasetti in La cena delle beffe (1942) nel ruolo di Lisabetta, Valentina vola poi a Hollywood dove viene corteggiata, non solo in senso professionale, da Jules Dassin, e dove ha la possibilità di lavorare assieme ai migliori attori dell’epoca (Ava Gardner,
Humphrey Bogart, Spencer Tracy, James Stewart). Date, nomi, premi, film della vita (su tutti, Effetto notte di Truffaut che le vale una nomination agli oscar come miglior attrice non protagonista) corrono fuori campo mentre i corpi delle 8 attrici lentamente svelano
l’essenziale che è invisibile agli occhi, la rosebud nascosta dietro pile di oggetti: gli abbracci perduti di chi l’ha amata.
(Michele Galardini - Mediacritica)

Quanti sono i domani passati, si chiedeva il titolo dell’autobiografia in forma di romanzo che Valentina Cortese ha dato alle stampe nel 2012, poco prima di celebrare i suoi 90 anni. Quanti film, quanti amori, quante vite, quante donne è l’attrice che ha attraversato e
segnato quasi 70 anni di schermi e palcoscenici internazionali? Il film che Patierno ha liberamente tratto dal libro semplifica il ventaglio scegliendo una sola parola, esclamativa - Diva! - ma restituendo il raccontarsi prismatico di Cortese («Mi domando chi sia
io veramente») con un ensemble di otto volti di donne, otto interpreti di piccolo e grande schermo italiano chiamate a dare voce alle parole della portentosa Valentina. Inframezzate, e giocoforza anche un po’
surclassate, dalle vibranti apparizioni della Diva in azione, immortalata in spezzoni celebri che sono frammenti di grandissimo cinema (e teatro): Zampa, Blasetti, Freda, Dassin, Mankiewicz, Zeffirelli, Losey, Fellini, Truffaut, Strehler... Puntualmente commentati dal “dietro le quinte” elegante ma non edulcorato di chi ha
vissuto lo star system sulla propria pelle: la scoperta di Audrey Hepburn, i party selvaggi della Hollywood del Dopoguerra, la volgarità di certi registi. E poi gli amori: Victor de Sabata, Richard Basehart (“Dick”), Giorgio Strehler. Una celebrazione che è anche antologia per
cinefili; alcune delle attrici chiamate a “recitare” Cortese, va detto, vacillano un poco (per età acerba, per vano sussiego; mentre brilla la dolente Isabella Ferrari), ma la passione e la lucidità con cui la Diva mette in parole il suo mestiere valgono più di ogni messa in scena.
(Ilaria Feole – Film Tv)

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