THE BIG SICK (2017)

Un film di Michael Showalter – Usa, Commedia. Durata: 120', 2017

Con Zoe Kazan, Vella Lovell, Ray Romano, Kumail Nanjiani, Holly Hunter

Kumail è uno stand-up comic che si guadagna da vivere come Uber driver. Nato in Pakistan e traslocato negli Usa, prova a conciliare la tradizione del suo Paese d'origine con lo stile di vita americano, ansioso di sfuggire alla famiglia che lo vorrebbe sposato e, nell'ordine, dottore, ingegnere o avvocato. Ma al cuore non si comanda e Kumail si innamora di Emily, una studentessa di psicologia.

critiche
(La scheda contiene riferimenti alla trama) Era dagli anni Novanta, decennio fortunato per il genere, che una commedia romantica non lasciava sul volto un sorriso. Un sorriso persistente che ti accompagna fino a casa. Tutto ricomincia con 'The Big Sick', la commedia miliare di Michael Showalter 'spoilerata' dal titolo. Perché la 'malattia' che colpisce Emily e la 'sospende' è la figura chiave del racconto, è qualcosa che accade agli altri, a Kumail e ai 'suoceri'. Da quel momento la storia d'amore non le appartiene più, il gioco di seduzione si sposta e agisce tra i suoi genitori e il suo (ex) boyfriend. A fargli da specchio è la relazione dei 'vecchi' di Kumail con le giovani donne pakistane che sfilano sul loro divano nella speranza di combinare un matrimonio col ragazzo. Esilarante e dolente, senza una traiettoria chiara e con un 'grande scarto', 'The Big Sick' è una rom-com che produce un quieto terremoto e lascia dietro di sé un nuovo e fertile squilibrio. Ragione e cuore della commedia sono Kumail Nanjiani, sceneggiatore e interprete che porta al protagonista lo humour caldo e la perfetta padronanza dei tempi di un attore-entertainer, e Emily V. Gordon, scrittrice e consorte di Nanjiani interpretata con lucentezza da Zoe Kazan. Coppia artistica testata da malattia e colpi di cultura, trasfigura la propria vita in uno 'script' diretto da Michael Showalter e prodotto da Judd Apatow, riconoscibile nell'irruzione agile della gag e nel versamento di un'inesorabile malinconia. Perfetto approdo di quella 'ricerca della felicità' che da sempre stringe in un patto la 'romantic comedy' e il suo spettatore, 'The Big Sick' è una commedia di confronto etnico che fa muovere personaggi credibili in spazi culturali plausibili, che si struttura sulla crisi e ne sfrutta ogni ricaduta umoristica. Sul fronte dei complessi incroci razziali il cinema inglese (''My Beautiful Laundrette'') e quello americano (''Indovina chi viene a cena?'') hanno prodotto commedie più arrabbiate o socialmente affilate, ma quello che interessa a Showalter, che assume in pieno il modello della commedia romantica, è la circolazione sentimentale tra i personaggi, nessuno escluso. Dall'infermiera alle pretendenti pakistane, su tutte la Khadija di Vella Lovell, la sceneggiatura dà rilievo ai pensieri e alle azioni di ogni carattere con una cadenza calma e armoniosa, risonante di affetti che sedimentano nello spazio e nel tempo. È qui che si gioca la novità, l'audacia e la singolare tenerezza di 'The Big Sick', sorprendente per il soggetto e per il tono. Il cinema e la televisione, nell'America di Trump e nell'Italia di "aiutiamoli a casa loro", affrontano diffusamente l'immigrazione ma lo sfondo è sempre il disagio, la discriminazione, la denuncia civile, la rivendicazione. La serenità (ir)risolta e mai semplificata tra Kumail e la sua famiglia, tra Kumail e la società americana, lontana dal dramma quanto dalla sperimentata parodia, è una precisa scelta di campo, l'affermazione di un nuovo discorso, la rivendicazione di un diritto prima di tutto a una (str)ordinaria qualità di narrazione. Come tutti gli amanti che hanno abitato il genere, Kumail ed Emily sono innamorati, si baciano, si sfidano e si cercano mentre lui aggira comicamente gli ostacoli che la finzione sostenuta a uso dei genitori pone alla sua vita sentimentale. La loro centralità romantica è naturale, un architrave solido ma non ingombrante al racconto che conduce altrove il suo senso e lo consegna per intero nelle mani di due vecchi leoni, Holly Hunter e Ray Romano. La coppia coniugale, nella loro differenza e in quel loro sperdimento apparente davanti alla malattia della figlia, sono la commossa anima segreta di 'The Big Sick'. Il punto d'osservazione e di ascolto che sveglia Kumail dal 'sonno' e dalla mascherata dell'identità. Beth e Terry incarnano le dinamiche, le nevrosi e le collisioni di una società aperta che produce (anche) esiti felici: due amanti pronti a essere insieme. Dentro la vita e una commediarigenerata. (Marzia Gandolfi – MyMovies.it)

Ci sono dei film che ti riconciliano con il cinema. Cinema come piacere, come leggerezza, come sorpresa. Forse non saranno capolavori (ma quanti ne vediamo davvero?) eppure sanno restituirti quel gusto e quella soddisfazione per una «pratica» - andare al cinema - che troppe volte è stata umiliata e offesa. E proprio da altri film, pronti a promettere cose che poi non sapevano mantenere. 'The Big Sick',invece, non delude, anzi finisce per regalare anche qualche piacevole spunto di riflessione (sull'identità, sulla determinazione, anche sull'amore) e soprattutto la sensazione di non aver sprecato il proprio tempo in un cinema. Come rivelano le fotografie che accompagnano i titoli di coda lo spunto del film, diretto con spirito di servizio da Michael Showalter, è parzialmente autobiografico (...). Temi seri,che però il film affronta con una leggerezza e un'autoironia che conquistano. La storia del film prosegue sfiorando anche la tragedia (...) ma conservando sempre un tono come sospeso, di chi non vuole cedere alle ipotesi più pessimiste e usa il sorriso per smontare il dramma. Che è la chiave della comicità del personaggio Kumail e che in certi momenti sembra una specie di Forrest Gump: non per la mancanza di dubbi e l'ingenuità del personaggio reso celebre da Tom Hanks, ma piuttosto per la testarda fiducia in un ottimismo capace di lenire le ferite e dare ogni volta l'energia per ricominciare. Possibilmente con la voglia di trovare anche una piccola ragione per sorridere. (Paolo Mereghetti – Il Corriere della Sera)

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