SNOWDEN (2016)

Un film di Oliver Stone – GERMANIA, USA - Thriller, Drammatico, Biografico. Durata: 134’ 2016, 2016

Con Joseph Gordon‐Levitt, Shailene Woodley, Scott Eastwood,Melissa Leo, Nicolas Cage, Tom Wilkinson, Timothy Olyphant, Zachary Quinto, Ben Schnetzer, Rhys Ifans, Joely Richardson, Jaymes Butler

Nel 2013 Edward Snowden lascia con discrezione il suo impiego alla
National Security Agency e vola a Hong Kong per incontrare i giornalisti Glenn Greenwald e Ewen MacAskill, e la regista Laura Poitras, allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo Usa. Consulente esperto di informatica, ha scoperto che una montagna virtuale di dati viene registrata tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativa a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella di normali cittadini americani. Raccoglie migliaia di documenti segreti per dimostrare la portata della violazione dei diritti in atto.

critiche
(La scheda contiene riferimenti alla trama) Il fatto stesso che un film come Snowden esista è una buona notizia. A prescindere da ciò che si possa pensare di Stone, il fatto che abbia messo mano alla vicenda più controversa della storia recente degli Usa è in sé una nota di merito. Tanto più che, mentre il cinema hollywoodiano tentava di farci accettare l’idea, tramite il Batman di Christopher Nolan, che essere spiati non è questa cosa orrenda che i liberal vorrebbero farci credere, Stone decideva di mettere in gioco il concetto che più gli sta a cuore. Cosa è un patriota oggi? Come al solito nel suo cinema i veri patrioti sono coloro che vengono traditi dal sistema, governato da chi dirotta i valori della patria per favorire progetti, quelli sì, antiamericani. Pertanto Snowden è presentato come un americano al cubo i cui principi etici si scontrano con l’assenza di ideali dei rappresentanti del sistema. Rispetto al fuoco di fila tipico di Stone, Snowden tira il freno. Niente gincane al montaggio e mdp tutto sommato d’impostazione classica, che omaggia la paranoia anni 70. La posizione di Stone è chiara, ma è evidente che il film paga pegno allo spettatore scettico o addirittura contro. Rispetto a personaggi della storia sui quali il giudizio è ormai dato, Snowden galleggia in un limbo di indecisione che suggerisce al regista di attenuare il suo Sturm und Drang retorico. D’altronde le sfumature sono da sempre aliene al sistema espressivo del cineasta, motivo per cui Snowden rischia di sembrare sin troppo cauto rispetto alla materia. Eppure è difficile non schierarsi con Stone, nonostante tutte le riserve formali possibili e immaginabili.
(Giona A. Nazaro – Film Tv

Classe 1946, Oliver Stone è il cineasta più «politico» della sua generazione; e anche il più controverso per il piglio provocatore con cui si cala nei fatti della Storia. Qui l'autore del discusso 'Nixon', il virtuosistico cineasta di un 'Jfk' in odore di complotto Cia, il documentarista troppo simpatizzante per Castro e Chávez, si imbatte nel personaggio Edward Snowden e realizza un film forte e convincente come non gli succedeva da anni. (...) il regista sceglie un passo di cinema classico, che ha indotto non pochi commentatori a definire il film un tipico 'biopic' hollywoodiano, salvando solo l'interpretazione, in effetti convincente e concentrata, di Gordon-Levitt. A nostro avviso, invece, questo stile meditato è funzionale ad avvicinarci umanamente a Snowden, a rispecchiarne il carattere schivo, ad apprezzarne la moralità, insomma a metterci dalla sua parte. Sarà anche uno Stone meno provocatorio del solito, ma è puro cinema politico.
(Alessandra Levantesi – La Stampa)

E' tante cose in una questo 'Snowden', firmato Oliver Stone. E' un biopic, ma non nel senso tradizionale con il quale siamo soliti confrontarci. E' un thriller politico, che regala trenta minuti finali tesi e coinvolgenti, pur essendo l'epilogo di una storia conosciuta ai più. E' il riscatto di un regista che, negli ultimi anni, non ne ha azzeccate molte (...). E' la fotografia efficace di un livello di sorveglianza invasiva, che si fa beffe della nostra privacy, da parte di chi, con la «scusa» della sicurezza, controlla minuziosamente le vite di ognuno di noi (sicuramente, la visione della pellicola vi porterà a comportamenti diversi con la tecnologia). E' anche, e soprattutto, un film interpretato in maniera meravigliosa da Joseph Gordon-Levitt, perfetto nel dare volto ed emozioni del famoso ex tecnico della CIA, consulente informatico della NSA (...). Bentornato Oliver Stone.
(Maurizio Acerbi – Il Giornale)

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