THIS IS ENGLAND (2006)

Un film di SHAN MEADOWS – GRAN BRETAGNA - Drammatico. Durata: 101', 2006

Con Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure, Joe Gilgun, Rosamund Hanson, Andrew Ellis, Perry Benson, George Newton, Frank Harper

L' 11 enne Shaun vive in una cittadina dell' Inghilterra del nord. Cresciuto solo con la madre e senza una figura maschile di riferimento, Shaun è colmo di rabbia e dolore. Il suo passaggio dall' infanzia all' adolescenza avviene nell' estate del 1983 ed è segnato dall' incontro con un gruppo di Skinheads che lo accoglie tra le sue fila trasformandolo in un teppista violento.

Critiche:
(La scheda contiene riferimenti alla trama)
L'arrivo sugli schermi italiani di un film di Shane Meadows non può che essere salutato con favore, visto che grazie alle logiche (?) distributive vigenti nel nostro Paese le pellicole di uno dei più talentuosi e originali registi inglesi contemporanei sono esclusivo
appannaggio di qualche festival, mentre per il pubblico delle sale Meadows è praticamente uno sconosciuto. This Is England, ad esempio, è il suo penultimo film, datato 2006 (due anni dopo girerà quella che
consideriamo la sua prova migliore, Somers Town), ma è uscito in Italia solo alla fine di agosto (grazie all'impegno di una realtà indipendente come Officine Ubu). Il paradosso è che il regista inglese non è affatto
un autore ostico per il pubblico, tanto che in Inghilterra da This Is England è stata tratta una serie televisiva e gli stessi buoni incassi dimostrano che anche in Italia gli spettatori hanno apprezzano i contenuti e lo stile del film. This Is England non ha certamente nulla di particolarmente innovativo, ma è l'espressione di un realismo che non vuole essere necessariamente né impegnato né predicatorio e non soffre di quel ripetitivo schematismo in cui molti autori europei cadono oggi quando intendono fare un affresco socio-generazionale
sul recente passato o sul presente dei loro Paesi. La cifra davvero originale del film va cercata altrove, ovvero nel tentativo di raccontare con una certa dose di umorismo e uno spiccato senso del grottesco due eventi luttuosi (che si sovrappongono), uno appartenente a un orizzonte storico (l'Inghilterra dominata dal conservatorismo ultra
liberista di Margareth Thatcher e la guerra delle Falklands) e l'altro rappresentato dalla dolorosa crescita umana ed esistenziale del personaggio di finzione (il piccolo Shaun). (...) Meadows segue il dramma di Shaun e la facilità con cui diventa corpo e mente da plasmare, alternando sequenze di violenza (anche solo verbale) dal sicuro e forte impatto emotivo ad altre in cui il senso del grottesco fa scivolare il tono del film nella commedia (dai primi approcci sessuali di Shaun ai dialoghi con la madre e gli amici su abbigliamento e accociature, fino all'uso del ralenti e della musica per "parodiare" gli atteggiamenti da neo-drughi degli skinheads, per i quali
l'appartenenza è più un segno tatuato sulla pelle che un ideale). Il realismo del film diventa così una strada costellata di contraddizioni, dove l'odio (per se e per gli altri), il razzismo, la paura, la sfiducia nella politica, il senso d'ingiustizia e impotenza prendono l'aspetto di ragazzi dai volti brutali, ma sensibili, dove l'amicizia
resiste come atto concreto anche senza essere valore morale in sé e in cui il rapporto tra generazioni resta sospeso, ma non interrotto per sempre. Nonostante il tono cupo e l'ambientazione urbana fatta di desolati appartamenti pieni di niente, This Is England resta un film che non si piega al nichilismo retorico, visto che Shaun, sperimentando su di sé tutte le brutture del mondo, si ritrova (come Antoine Doinel ne I quattrocento colpi di Truffaut - stesso fermo immagine finale con sguardo in macchina) a immaginare un futuro diverso su una spiaggia lunga e deserta, dopo aver espresso il suo primo, autentico atto di volontà. Il ragazzino infatti giunge alla fine del racconto alla
consapevolezza di poter e dover decidere della sua vita come singolo e non come parte di un insieme e in questo compie anche l'unica, rivoluzionaria azione politica del film: discernere il bene dal male.
(Marco Luceri - Segnocinema)

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare il cuore di una nazione non è la città, ma la provincia. Non a caso il regista e sceneggiatore inglese Shane Meadows, volendo fotografare un momento preciso della storia contemporanea dell’Inghilterra, vale a dire i primi anni Ottanta, ha ambientato This is England lontano dalla metropoli, nei suburbi di una zona non definita della periferia londinese. Un non-luogo intriso di umanità dove ardono i focolai di un malessere collettivo. Sullo sfondo della politica conservatrice di Margaret Thatcher, la guerra delle Falkland e le discriminazioni razziali, il
film racconta la (dis)avventura di Shaun, dodicenne rimasto orfano di padre morto in guerra, costretto a diventare grande troppo in fretta, senza speranze per il futuro e senza un modello maschile da prendere a
riferimento. (…) Il realismo della messa in scena contribuisce in modo caratteristico alla costruzione del paesaggio, infondendo le riprese in esterni dei palazzi, degli anfratti fatiscenti, del degrado urbano e culturale una valenza più olfattiva che visiva. Nonostante gli
ambienti giochino un ruolo determinate nello sviluppo della narrazione, contrappuntata da una musica essenziale e rappresentativa, a dare corpo alla pellicola è senza dubbio la straordinaria interpretazione del
giovanissimo Thomas Turgoose, attore non professionista e dal volto tormentato strappato alla strada da Des Hamilton – uno dei più bravi talent scout inglesi – con la collaborazione di Louise Meadow. This is
England arriva in Italia con ben cinque anni di ritardo, essendo stato prodotto nel 2006, e dopo aver rastrellato diversi premi nei circuiti festivalieri. Dopo gli interessanti C’era una volta in Inghilterra e Dead Man’s Shoes – Cinque giorni di vendetta, Shane Meadow si conferma uno degli autori più talentuosi del Regno Unito, capace anche, come in questo caso, di attingere alla fonte del proprio vissuto personale per dipingere un affresco generazionale in modo molto crudo e viscerale.
Infatti, nel dramma personale riverbera una passionale denuncia sociale. This is England è un film sull’odio pieno di amore, un crime movie senza delitto, un dramma agrodolce sull’innocenza violata che cresce sotto la pelle. E che dalla periferia arriva fino al cuore.
(Gaetano Calabrò - Nocturno)

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